La Stampa – recensione di Paolo Massobrio

24 maggio 2012

Spumanti di confine

Siamo tra Veneto e Friuli, nella parte orientale del Trevigiano, terra della Doc Grave. Un territorio di confine che stimola a produrre vini differenti tra loro: spumanti veneti da una parte e vini bianchi di matrice friulana dall’altra.

Da 45 anni la famiglia Tomasella, imprenditori locali del settore dei mobili, fa vino. E negli Anni Novanta, salito al timone Paolo, figlio del fondatore Luigi, è iniziato un dialogo con gli enologi Angelo Solci e Alessandro Zoni anche per avviare sperimentazioni. Il lavoro riguarda 30 ettari vitati (100 mila le bottiglie), dei quali sette in terra friulana. Ora, il vino che m’ha sorpreso è l’Osè, uno rosato demi sec prodotto da uve refosco e verduzzo leggermente appassite in pianta; la vinificazione viene eseguita a basse temperature per preservare le caratteristiche delle uve, con presa di spuma in autoclave secondo il metodo charmat. Ha un bel colore rosa brillante e un perlage fine e persistente. La stessa impressione di freschezza si ritrova al naso, in un profumo delicato, dove emergono le note di rosa e frutti di bosco. In bocca ha una buona sapidità che ben si armonizza al sorso morbido e vellutato. Ottimo in abbinamento a una specialità come il Biscotto Pordenone.

Dalla loro cantina anche il Prosecco Spumante Extra-Dry «Prò», da uve glera in purezza, con le quali viene prodotto anche il Prosecco Spumante Frizzante «Pros Ecco», 50% diraspato e 50% con pressatura soffice di uva intera. Sconfinando di regione, producono il Brut «Rigole», da uve pinot bianco e piccola percentuale di chardonnay vinificate con il metodo charmat lungo (tre mesi) e sosta sui lieviti per cinque mesi. Ma la linea friulana, che comprende tre bianchi e altrettanti rossi, vede in prima fila il Friuli Grave Bianco «Le Bastie» 2005, un bianco di uve friulano da invecchiamento dall’ottima mineralità e dalle note fruttate e speziate. Infine, una chicca: il «Chinomoro», vino liquoroso e aromatizzato, da abbinare al cioccolato, ottenuto da una riserva di merlot a cui viene aggiunta un’essenza di erbe amare e piante aromatiche (aloe, sambuco, assenzio, coriandolo, rabarbaro, china e altre). Una sorpresa!

Paolo Massorbio

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